Il mondo della scrittura è pieno di leggende e credenze più o meno fantasiose su cosa può fare un editor di narrativa per un manoscritto. Dopo molti anni di esperienza nell’editing di narrativa, lavorando su generi diversi, ho notato che le criticità che incontro si assomigliano sempre, e spesso sono legate ad aspettative irrealistiche sulla figura dell’editor.
Provo a fare chiarezza e sfatare alcune leggende che possono portare a delusioni e collaborazioni fallimentari.

L’editor non “sistema tutto”

Un editor non è qualcuno che si occupa in prima persona di sistemare tutti i problemi di un libro.
Un altro modo di dirlo è: un editor non fa magie, e nemmeno miracoli. Non è un alchimista in grado di trasformare il piombo in oro.

Magari hai scritto un romanzo sulla scia dell’entusiasmo, lasciandoti trasportare dall’estro creativo. Il problema è che, in questo processo, non ti sei posto tutta una serie di problemi che con il procedere della storia sono diventati sempre più percettibili, ad esempio la struttura narrativa, il world building, la coerenza interna, lo stile di scrittura…
Risultato: la tua storia è bellissima, ci hai messo dentro tutto te stesso, ma il problema è che sta racchiusa in un impianto che fa acqua: l’ambientazione non è solida, accadono cose implausibili, i personaggi non sono ben definiti, si verificano eventi che poi, per lo sviluppo della trama, risultano irrilevanti.

A questo punto, l’illusione di molti autori è che un editor prenda la loro bozza, ne comprenda il potenziale nascosto e la sistemi risolvendo magicamente tutti i problemi, rendendo solida la struttura narrativa, inattaccabile il world building, rimuovendo tutte le incoerenze, correggendo gli errori di grammatica e potenziando ogni aspetto migliorabile del testo.

In sostanza, si consegna un geode e ci si aspetta di ricevere indietro un rubino perfettamente tagliato e lucidato.
Per usare una metafora ancora più calzante: è come aver costruito un grattacielo senza prima farsi fare un progetto da un geometra, i calcoli strutturali da un ingegnere e una consulenza sui materiali da un muratore esperto, e ora si volesse che qualcuno non solo ne impedisse miracolosamente il crollo, ma lo rendesse anche la struttura più solida della città.
L’editor, ahimè, NON è quella persona. Non può sostituirsi all’autore nel processo creativo fondamentale, né può ricostruire dalle fondamenta un’opera che presenta problemi strutturali profondi.
Non è questa la sua funzione, banalmente perché, invece, tutto questo rientra nel ruolo dell’autore.

Un editor non trasforma il tuo libro in un capolavoro

Anche se il tuo manoscritto ha una buona struttura di base, l’editor non può garantire che diventerà il prossimo bestseller. La qualità letteraria dipende da molti fattori: l’originalità dell’idea, la capacità di coinvolgere il lettore, il talento narrativo dell’autore, la sua particolare visione sulle cose e, non ultimo, il gusto del pubblico e le dinamiche del mercato editoriale.
Un editor può aiutarti a esprimere al meglio il potenziale della tua storia, ma non può creare talento dove manca o inventare una trama avvincente partendo da materiale dietro il quale c’è poco pensiero.

Un editor non ti assicura la pubblicazione

Nessuno può dare una garanzia del genere. Chi lo fa, mente.
A decidere la pubblicazione di un libro sono gli editori, che valutano molteplici aspetti: la qualità del testo, certo, ma anche la sua commerciabilità, la coerenza con la linea editoriale della casa editrice, le tendenze del mercato, i costi di produzione e marketing.
Considera che anche un testo perfettamente editato può comunque essere rifiutato per ragioni che esulano dalla sua qualità intrinseca. Capirai, quindi, che la questione è più complessa di come appare.

Cosa fa davvero un editor (e perché è prezioso)

A questo punto, ti starai chiedendo: allora, se un editor non fa tutte queste cose miracolose, qual è il suo valore? Perché dovrei investire soldi in un editing, se ciò che ottengo è lavoro extra da fare, problemi da risolvere e alla fine non ho nemmeno la certezza di pubblicare?
La risposta è semplice, e la riassumo in tre punti fondamentali.

  • Un bravo editor ti aiuta a capire i problemi del tuo testo e ragiona insieme a te sul modo migliore per risolverli. Da soli è molto difficile compiere questo tipo di lavoro, per lo stesso motivo per cui, quando si sta male, si va da uno psicologo e non si tenta di risolvere i propri problemi in solitudine.
    Potresti obiettare: “Ciò che un editor farebbe per me, possono farlo gratuitamente gli amici o i parenti a cui faccio leggere il mio romanzo.” Purtroppo, è risaputo che amici e parenti tendano a non essere obiettivi nel giudicare l’opera di una persona cara. O magari, semplicemente, non sono esperti di temi che riguardano la scrittura. Se però ti ritrovi un amico che è sia obiettivo che competente in fatto di scrittura, tienitelo stretto e coccolatelo.
    L’editor non ti sostituisce nel lavoro di riscrittura, ma ti fornisce una mappa dettagliata dei territori da esplorare e migliorare. È come avere un navigatore esperto che ti indica dove stai andando fuori strada, ma sei sempre tu a dover tenere il volante.
  • Un editor competente ti aiuta a crescere come autore. Ogni correzione, ogni suggerimento, ogni osservazione critica è un’opportunità di apprendimento che ti renderà più consapevole e abile nelle opere future.
    Non si tratta solo di sistemare il libro attuale, ma di fornirti strumenti e consapevolezza per scrivere meglio in futuro. È un investimento nella tua crescita professionale che si ripagherà in tutti i progetti successivi.
    La magia vera della scrittura nasce sempre dalla penna dell’autore, mai da quella dell’editor.

  • Se è vero che un editor non può garantire la pubblicazione, può sicuramente aumentare esponenzialmente le tue possibilità di farcela. Un manoscritto ben editato si presenta agli editori in modo professionale, senza gli errori e le ingenuità che spesso portano a un rifiuto immediato.
    Un testo curato nei dettagli dimostra serietà e professionalità, qualità che gli editori apprezzano e che possono fare la differenza in un mercato saturo di proposte.

La collaborazione, non i miracoli

Il rapporto con un editor è sempre una collaborazione creativa, non un servizio di riparazione miracolosa che non coinvolge, o coinvolge pochissimo, l’autore che “ci ha messo l’idea”.
L’editor ti offre uno sguardo esterno professionale, identifica i punti deboli e ti guida verso soluzioni efficaci, ma il lavoro vero e proprio rimane nelle tue mani.

Sono fermamente convinta di una cosa: tutto il lavoro che si fa sui propri testi, specialmente quello più duro, che ci costringe a mettere in discussione le nostre scelte e a spingerci oltre la nostra zona di comfort, paga sempre.

Comprendere il vero ruolo dell’editor ti aiuterà ad approcciarti a questo tipo di collaborazione in maniera più sana e fruttuosa, evitando delusioni (da parte tua) e stress inutile (per l’editor).

Se vuoi saperne di più sui servizi di editing, contattami senza impegno.